LA NASCITA

diadema
Quanto recente è la catena?

L’introduzione della catena come gioiello indossabile risale al momento in cui gli uomini hanno iniziato a padroneggiare i metalli. Le prime lavorazioni di catene in oro e rame risalgono al 7000 a.C., quando il metallo principe per le sue qualità intrinseche di malleabilità, resistenza al fuoco e luminosità era senza dubbio l’oro. Si ritiene che sia la lamina che il filo di rame oppure d’oro abbiano origini antiche e che quest’ultimo in particolare ricoprisse già al tempo la funzione di monile da portare al collo. Scavi archeologici effettuati a Varna in Bulgaria, hanno portato alla luce una serie di piccoli anelli di filo risalenti al V millennio a.C., avvolti e interconnessi tra loro a voler formare una catena. Testimonianza ancora più importante si individua grazie alla popolazione sumera, presso cui vi era l’usanza di seppellire i reali in compagnia di servi, musicisti e membri di corte. Questa tradizione ha sicuramente moltiplicato i ritrovamenti archeologici di gioielli in uso a corte, tra i quali spiccano collane, bracciali, ornamenti pettorali e molti altri accessori lavorati con cura artigianale. Non tutti provenivano da lavorazioni semplici: si riscontrano infatti manifatture più complesse come le catene del tipo “nodo entro nodo”.

Tra le manifatture più complesse si hanno quelle che prevedono anelli prima saldati poi piegati e connessi fra loro a formare la trama che conosciamo come “coda di volpe”, catena ideata dagli Etruschi dal design antico ma ancora oggi molto attuale. Anche gli Egizi erano noti per la lavorazione delle catene e soprattutto per avere introdotto la tendenza di incordare perle e pietre preziose alle catene stesse. Usate spesso come collane e bracciali o a volte impiegate per costruire il “pettorale”, gioiello simbolo di valore e potere, adornato con foglie d’oro, lapislazzuli e altre decorazioni.

 

 

Chiudiamo questo piccolo viaggio nella storia della catena con un dettaglio carico di bellezza artigianale: “Il Diadema di Elena” ritrovato nel 1873 all’interno del Palazzo di Priamo, personaggio della mitologia greca che secondo la tradizione fu il Re di Troia durante la guerra di Troia raccontata nell’Odissea. Si parla di un monile da fronte costituito da circa 16.000 pezzi suddivisi in diverse file di sottili catene lungo le quali sono attaccate migliaia di foglie d’oro che scendeva dolcemente fin sulle spalle.

La catena è un ornamento che ha accompagnato e arricchito il percorso della storia umana, spesso impiegato come simbolo di ricchezza e potere, legato alla nobiltà e di cui ancora oggi ci avvaliamo per celebrare eventi importanti, per racchiudere il nostro amore o per fare un regalo che permetta a chi lo indossa di raccontare agli altri qualcosa di sé, senza dover esprimerlo con parole. La catena è il nostro linguaggio, è il modo in cui noi ci relazioniamo al mondo e nella catena, sia essa arricchita di pendenti, di pietre o ulteriori simboli, racchiudiamo gelosamente le emozioni di quegli attimi che hanno segnato la nostra vita.

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